Non soltanto dal punto di vista geologico il Salento si distingue dalla restante Puglia, ma anche da quello linguistico, per il dialetto con caratteristiche sue proprie, rispetto a quello pugliese.
La penisola infatti era stata occupata dai Messapi, di origine non precisata, che giunsero in Italia circa mille anni a.C. Il loro linguaggio resta un sostrato fondamentale nella formazione del vernacolo locale, su cui la stessa lingua greca dei successivi colonizzatori riuscì a influire in maniera superficiale, pur affermandosi notevolmente in alcune zone, che tuttora conservano il dialetto greco.
Centri principali del Salento dove si parla un dialetto derivato dai discendenti della storica Magna Grecia sono: Calimera (in greco "Buongiorno"), Martano, Sternatìa, Castrignano, Corigliano, Martignano, Zollino e Soleto.
Va ancora accennato che a documento dell'antica lingua messapica restano un paio di centinaia di iscrizioni, forse non tutte autentiche, che sono state pubblicate a cura del Mommsen e di altri scrittori ricercatori.
Le iscrizioni risalgono quasi tutte al II e I secolo a.C. e provano l'origine indoeuropea del messapico, quindi di quel popolo, con contaminazioni di voci illiriche, venete e germaniche. Tradotti, con una approssimativa certezza dei loro significati, sono peraltro pochi vocaboli; es. penkaheh "cinque, aran "terra coltivabile"...